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Self Care   Men's health   Covid-19 | 8 min. tempo di lettura

Qualcuno mi ha salvato la vita oggi - Come sono quasi morto a causa del Covid

Il 17 marzo 2020 la mia vita ha rischiato di finire bruscamente a causa del coronavirus. In realtà il virus non l‘ho nemmeno contratto. Ma la mia enorme paura di prendere il COVID-19 e l’incredibile isteria che circondava il virus nei primi giorni mi ha impedito di recarmi in ospedale e mi ha fatto prendere decisioni terribilmente sbagliate riguardo alla mia salute già compromessa.

Mi chiamo Marty Enokson; sono un rappresentante dei pazienti e un “vendicatore” dell’obesità che si batte contro i pregiudizi e lo stigma sul peso.

Alcune informazioni su di me:

  • Vivo nel Canada occidentale
  • Ho 53 anni e sono affetto dalla malattia cronica dell’obesità da oltre 40 anni
  • Sono anche affetto da diabete di tipo 2 dall’età di 25 anni
  • Sono anche iperteso
  • Come conseguenza del diabete di tipo 2, soffro di molte complicazioni, tra cui disturbi della circolazione e neuropatia ai piedi, che hanno causato ulcere su entrambi gli alluci.

In qualità di rappresentante dei pazienti, negli ultimi sette anni ha raccontato in giro per il mondo il mio percorso con l’obesità. Mi sono presentato come una persona che ha il controllo totale, che si prende egregiamente cura di se stessa, che è l’immagine perfetta di ciò che dovrebbe essere un rappresentante dei pazienti…

Sono stato d’ispirazione a moltissime persone…

Finora.

“Lo stress della mia vita, sia lavorativa che personale, si è aggiunto ad alcune scelte sanitarie inadeguate. Con l’arrivo del COVID-19, tutto questo mi ha quasi portato a una fine prematura…”

-Marty Enokson

Lo stress della mia vita, sia lavorativa che personale, si è aggiunto ad alcune scelte sanitarie inadeguate. Con l’arrivo del COVID-19, tutto questo mi ha quasi portato a una fine prematura…

Come, vi chiederete?

Per capire come sono finito in ospedale con un’altra grave setticemia potenzialmente letale, dobbiamo tornare indietro di almeno sei mesi, ad agosto 2019, quando mi è capitata una serie di eventi che mi hanno profondamente e gravemente segnato a livello mentale ed emotivo.

Pensavo di essere una persona mentalmente forte.

Pensavo che i molti anni trascorsi con l’obesità e il bullismo che ho subito per 40 anni mi avrebbero preparato… ma non è stato così.

La mente è molto più potente di quanto si pensi.

Ad agosto 2019 mi si è spezzato il cuore e, di conseguenza, il mio periodo buio è iniziato. Mi sono rivolto a un vecchio e caro amico che mi aveva SEMPRE consolato fin da quando ero molto giovane…

“La mente è molto più potente di quanto si pensi”.

-Marty Enokson


Cioccolato

Non necessariamente un caro e buon amico, ma il cioccolato era un amico fedele sempre presente durante tutti i momenti negativi della mia vita… e ora, a quanto pareva, era di nuovo un pessimo momento.

Ecco come tutto è iniziato. Una tavoletta di cioccolato… è stato così bello mangiarla. Mi ha fatto sentire alla grande. Il dolore era scomparso.

Con l’arrivo di settembre lo stress nella mia vita è diventato ancora più imperante. Insieme al cuore , adesso anche il mio spirito iniziava a spezzarsi.

Mmmm… era così bello mangiare quella barretta di cioccolato. Col tempo ho deciso di aggiungerne un’altra… mi girava la testa. Euforia. Prima di rendermene conto, due tavolette di cioccolato ogni sera erano diventate quattro tavolette di cioccolato. Ogni sera.

La mia discesa nell’oscurità della depressione del cioccolato non ha richiesto molto tempo… di fatto, è successo piuttosto rapidamente.

Stavo anestetizzando il mio dolore con il cibo. Ho smesso di controllare la glicemia. Non mi interessava molto conoscerla.

L’unica cosa che contava era il cioccolato… si portava via il mio dolore.

Stavo anestetizzando il mio dolore con il cibo. Ho smesso di controllare la glicemia. Non mi interessava molto conoscerla. L’unica cosa importante era il cioccolato…”

-Marty Enokson

Settembre è diventato ottobre ed è stato allora che è arrivato il colpo di grazia.
Quel poco di me che rimaneva è stato completamente e totalmente schiacciato e sconfitto.

Mi piego e mi spezzo anche. Persino le parole mi spezzano. Le parole fanno veramente male… ma anche le azioni degli altri. In effetti, le azioni fanno ancora più male.

La mia salute mentale si degradava sempre più. Mi importava sempre meno e, di conseguenza, la mia salute generale ne ha risentito.

Ancora non volevo che qualcuno vedesse le mie vulnerabilità. Per tutti gli spettatori in giro per il mondo ero in grado di mettere su un vero e proprio spettacolo. Dall’esterno, stavo veramente DA FAVOLA!!! Dentro invece provavo odio e disprezzo per me stesso, mi vergognavo moltissimo di quel che ero. Stavo perdendo completamente il controllo.

“Ancora non volevo che qualcuno vedesse le mie vulnerabilità. Per tutti gli spettatori in giro per il mondo ero in grado di mettere su un vero e proprio spettacolo. Dall’esterno, stavo veramente DA FAVOLA!!! Dentro invece provavo odio e disprezzo per me stesso”.

-Marty Enokson

A tutto questo aggiungete la responsabilità e la pressione della mia carriera come assistente legale nell’Ufficio del Pubblico Ministero.

Ero fisicamente esausto mentre mi preparavo per una serie di sei processi per omicidio che avrebbero avuto luogo dall’inizio di febbraio 2020 fino al 15 maggio 2020. Ogni singolo giorno. Nessuna pausa dal tribunale. In alcuni casi, si sarebbero svolti contemporaneamente due processi. 75 giorni di processo. Mi sentivo totalmente sopraffatto.

Sono tornato al lavoro dopo la pausa natalizia e ho lavorato ogni giorno, la sera fino a tardi, anche il sabato e la domenica, per prepararmi ai processi. 72 giorni consecutivi. 96 ore di straordinario per cui NON sarei stato pagato, solo per portare a termine il lavoro…

Ovviamente dormivo poco, circa 4 ore a notte.

La mia salute stava peggiorando. Avevo praticamente abbandonato la cura dei miei piedi diabetici e neuropatici. Non avevo tempo. Assumevo solo circa la metà dei farmaci antidiabetici che avrei dovuto assumere.

A quel punto mangiavo da 6 a 10 tavolette di cioccolato ogni sera. Il cioccolato mi forniva una consolazione immediata e dovevo mangiarne molto per sentirmi meglio.

Avevo abbandonato le mie buone abitudini alimentari e di conseguenza ingrassavo. Ero imbarazzato e provavo una terribile vergogna.

Mentre mi preparavo alla maratona di processi, lo stress era travolgente. Ogni giorno ce n’era sempre di più; ogni mattina mi svegliavo e il mio corpo era più stanco del giorno precedente.

Signori e signore, questo sono io… guardatemi mentre scendo in picchiata a 800 km all’ora verso un sicuro sfracellamento al suolo. C’era una tempesta in arrivo… La sentivo distintamente. Sapevo nel mio intimo che le cose non andavano bene, che non stavo bene e che non riuscivo a risolvere questo disastro che avevo creato.

Il mio corpo ha provato ad avvertirmi per settimane, mandandomi segnali che la situazione era critica. Non lo ascoltavo. Sono arrivato a un punto in cui il mio corpo è sbottato: “BASTA così, Marty. Se continui a non ascoltare i segnali che ti sto dando, ti schianterai alla grande”.

“Il mio corpo ha provato ad avvertirmi per settimane, mandandomi segnali che la situazione era critica. Non lo ascoltavo”.

-Marty Enokson

L’unica cosa che mancava a questo quadro apocalittico era l’arrivo di una nuova malattia… una pandemia mondiale…

Una pandemia di quelle che il mondo non aveva più vissuto dall’influenza spagnola del 1919 e 1920, 100 anni fa.

L’arrivo del coronavirus in Canada

O meglio, l’entrata trionfale in Canada del coronavirus, la causa del COVID-19…

È iniziato in Cina. Poi è arrivato in Europa. L’Italia e gli Stati Uniti sono stati sopraffatti da questa macchina assassina. Le cose facevano molta paura.
Le persone stavano morendo a un ritmo straordinario. Il COVID-19 era un nuovo mostro spaventoso e i telegiornali locali e internazionali hanno fatto del loro meglio per riportare le notizie sul COVID-19 nel modo più terrificante possibile, terrorizzando anche me.

Sapevamo tutti che il coronavirus stava arrivando a Edmonton, ma non sapevamo esattamente quando…

Ora, per i fan della sitcom “Cuori senza età”, questo è il mio momento Sophia Petrillo.

Immaginate… 12 marzo 2020. Edmonton, Alberta, Canada.

Il COVID 19 era arrivato a Edmonton un paio di giorni prima. Venerdì 13 marzo 2020 la malattia ha cominciato a diffondersi e a lasciare il segno. Venerdì 13 è stato l’ultimo giorno normale a Edmonton, Alberta, Canada. Sto divagando.

Mi sono alzato dal letto al solito orario assurdo delle 5:15 e pensavo che sarebbe stato un altro giorno di preparazione al processo successivo. Ero sfiancato, avevo dormito poche ore.

La mia giornata è iniziata come negli ultimi mesi con una tavoletta di cioccolato.

La mia giornata è iniziata come negli ultimi mesi con una tavoletta di cioccolato.

-Marty Enokson

Sono arrivato al lavoro alle 6:45. Avevo il corpo un po’ dolorante, ma per il resto tutto sembrava normale. Non sapevo che non avrei più visto la “normalità” per un bel po’ di tempo.

Ho lavorato tutta la mattina e, mentre si avvicinava l’ora di pranzo, ho iniziato a sentire un mal di testa. Pensavo che il mal di testa fosse dovuto alla fame, quindi ho fatto un salto alla caffetteria e ho ordinato il pranzo. Ho pranzato alla scrivania in modo da poter continuare a lavorare.

Mi sono seduto per mangiare e il mal di testa è peggiorato. MARTELLANTE!!!

Poi sono arrivate delle ondate di nausea.

Il mal di testa si è intensificato, come se la testa mi stesse per esplodere.

La mia mente ha cercato immediatamente di ricordare le numerose notizie dei giorni recenti che descrivevano i sintomi del coronavirus… avevo preso il COVID-19? La frequenza cardiaca è aumentata, così come l’ansia.

A quel punto, il mio corpo ha iniziato a sudare abbondantemente, e poi sono partite delle spaventose ondate di brividi che mi hanno letteralmente fatto tremare. Non riuscivo a riscaldarmi e non riuscivo a smettere di tremare violentemente.

“La mia giornata è iniziata come negli ultimi mesi con una tavoletta di cioccolato.”

-Marty Enokson

È stato orribile. Davvero orribile. Stavo per morire? Sono troppo giovane per morire. E i miei figli?

Sono tornato a casa e ho immediatamente chiamato l’assistenza telefonica per il COVID-19 dell’Alberta Health Services (AHS). Ero convinto di avere il COVID-19. Nei primi giorni della pandemia, l’isteria aveva preso piede in città e nella provincia.

Per riuscire a entrare in contatto con il servizio di assistenza per il COVID-19 ci sono volute diverse ore, solo per sentirmi dire che, anche se avevo alcuni sintomi, non avevo viaggiato negli ultimi 14 giorni e non pensavo di essere entrato in contatto con qualcuno che avesse viaggiato negli ultimi 14 giorni. Non avevo neanche la tosse secca persistente. Non mi sono sentito rassicurato.

Stavo ancora tremando in modo incontrollabile per i brividi. Avevo la febbre. Ero travolto da ondate di nausea. Non era sufficiente per l’AHS e il 12 marzo 2020 mi è stato negato un test per il COVID‐19.

Stavo malissimo e nei giorni successivi non sono migliorato. Mia figlia era preoccupatissima. Ero scosso dai brividi e sudavo abbondantemente. Non riuscivo a tenere giù il cibo. Mia figlia voleva chiamare l’ambulanza.

Non volevo che chiamasse perché non volevo andare al pronto soccorso, perché ero sicuro che avrei preso il COVID-19. I telegiornali dicevano che erano affollati. Ero terrorizzato all’idea di entrare in  un'incubatrice di malattie come il pronto soccorso, dove avrei potuto contrarre il COVID-19.

“Stavo sempre peggio, allora mia figlia ha preso il controllo della situazione e ha chiamato l’ambulanza. A pochi minuti dalla chiamata, vigili del fuoco, polizia e ambulanza erano già a casa mia.

-Marty Enokson

Alla fine stavo sempre peggio, allora mia figlia ha preso il controllo della situazione e ha chiamato l’ambulanza. Lei è quella ragionevole. Io non lo sono. Lo ammetto. A pochi minuti dalla chiamata, vigili del fuoco, polizia e ambulanza erano già a casa mia.

Mi è spiaciuto perché stavo troppo male per apprezzare il fatto di avere la casa piena di pompieri che mi circondavano. Opportunità perse… LOL

Tremavo così violentemente che riuscivo a riscaldarmi. Mi sembrava che stesse per esplodermi la testa. Stavo malissimo. Ero terrorizzato dall’idea di andare al pronto soccorso.

I paramedici mi hanno visitato e mi hanno informato che stavo avendo un attacco di panico. Che i brividi e la nausea che avevo erano dovuti all’ansia. Mi hanno detto di respirare e che tutto sarebbe andato bene.

I paramedici mi hanno detto che l’ideale sarebbe stato portarmi al pronto soccorso, ma gli ospedali erano strapieni e avrei potuto contrarre il COVID-19 al pronto soccorso. Mi hanno terrorizzato. Ho detto NO ai paramedici.

Dentro di me sapevo che stavo davvero male e che qualcosa non andava, ma ero così preoccupato di prendere il COVID-19 che ho deciso di non andare in ospedale. Quella decisione si sarebbe rivelata un errore disastroso.

“Ero così preoccupato di prendere il COVID-19 che ho deciso di non andare in ospedale. Quella decisione si sarebbe rivelata un errore disastroso”.

-Marty Enokson

Se avessi accettato il consiglio e fossi andato in ospedale, probabilmente avrei intercettato in tempo il mio problema e non avrei sofferto come mi è successo.

Infatti il peggio doveva ancora venire… nei giorni successivi ho avuto nausea e brividi violentissimi. Avevo le allucinazioni da febbre. Deliravo. Non riuscivo a riscaldarmi. Non riuscivo a trattenere il cibo e mi stavo lentamente disidratando.

Inoltre, continuavo ad avere mal di testa lancinanti che non passavano mai. Non c’era niente che mi facesse passare il dolore.

Mi sono svegliato martedì 17 marzo 2020 e ho avvertito un dolore familiare e indesiderato ai piedi e alle gambe. Arrossamento fortissimo e bruciore al tatto. Era un dolore atroce che non provavo da più di due anni.

L’ultima volta che avevo avuto questi stessi sintomi era stato per una setticemia potenzialmente letale che mi aveva quasi ucciso. Mi sono alzato e sono andato in bagno. Ho urinato sangue.

No… le cose erano davvero passate di male in peggio. Gli ultimi cinque giorni di malattia erano solo l’inizio… del gran finale.

Non ho subito detto a mia figlia cosa stesse succedendo. Chiaramente, non stavo prendendo decisioni intelligenti. Sapevo che avrebbe chiamato immediatamente l’ambulanza e che sarei stato portato in ospedale.

"Ho continuato a recitare il ruolo del maschio testardo ancora un po’. A volte non si può aiutare uno stupido…"

-Marty Enokson

A volte non si può aiutare uno stupido

A ripensarci, non posso credere di non aver riconosciuto la situazione pericolosa in cui mi trovavo e di non aver cercato immediatamente l’assistenza medica di cui avevo così disperatamente bisogno. Anzi, ho continuato a recitare il ruolo del maschio testardo ancora un po’. A volte non si può aiutare uno stupido… e io mi stavo comportando da STUPIDO.

Sono sceso al piano di sotto, in salotto. Il dolore alle gambe era insopportabile. Mia figlia ha notato che il problema era serio. Dopo aver insistito, alla fine le ho parlato delle gambe e dei piedi. Le ho mostrato le gambe e il piede destro, che erano di un rosso intenso e roventi al tatto.

Contro il mio parere ha chiamato di nuovo il numero di emergenza. Stessi vigili del fuoco, poliziotti e paramedici diversi. Un’altra opportunità persa…

Le cose stavano andando molto peggio. I paramedici non riuscivano a ottenere una pressione arteriosa stabile: hanno dovuto provare diverse volte. La glicemia era sui 18 mmol/l. – un valore TROPPO ALTO! È stato in quel momento che ho detto ai paramedici che avevo urinato sangue. Mi hanno detto che ero disidratato, e anche gravemente.

E mi hanno raccomandato di andare al pronto soccorso… ma ancora non ci volevo andare. Non volevo prendere il COVID-19. Chiaramente stavo malissimo, ma mi rifiutavo di sentire ragioni. La mia paura di contrarre il COVID-19 aveva preso il sopravvento.

I paramedici hanno trascorso mezz’ora a farmi ragionare, cercando di convincermi almeno a recarmi in un centro medico dove avrei potuto essere esaminato da un medico e fare un prelievo di sangue. Con pazienza e persistenza, comprendendo davvero le mie incredibili paure…  i paramedici sono finalmente riusciti a convincermi almeno a recarmi dal medico.

Mia figlia mi ha salvato la vita. Letteralmente.

"Sono finito esattamente dove sarei dovuto andare sei giorni prima. Ed ero quasi morto."  

-Marty Enokson

Mi hanno accolto rapidamente. Ho capito che ero molto, molto malato. Mi hanno prelevato il sangue e inserito una flebo per iniziare a reidratarmi. Non riuscivano a regolare la pressione sanguigna e nelle ore successive è crollata due volte. La glicemia non si muoveva da 18. È stato un momento terrificante.

Sono arrivati i risultati delle analisi del sangue: avevo un’infezione e i reni avevano sicuramente subito danni. Dato che stavo così male, sono stato trasferito al Royal Alex Hospital.

Sono finito esattamente dove sarei dovuto andare sei giorni prima. Che stupido. Ed ero quasi morto.

Sono rimasto in ospedale per 4 giorni e ho assunto antibiotici a dosi elevate per via endovenosa. I pazienti venivano dimessi dall’ospedale il più rapidamente possibile per rendere disponibili i letti nel caso in cui vi fosse una crisi da COVID-19. Sono stato mandato a casa in convalescenza. Avrei dovuto tornare in ospedale per un’ora al giorno per 15 giorni per ricevere una forte dose di antibiotici per endovena. Ricevevo anche un trattamento per le ferite, dal momento che le gambe e i piedi erano stati gravemente danneggiati dall’infezione. Quando la terapia per via endovenosa è terminata, ho ricevuto altri 14 giorni di antibiotici orali a dosi elevate… è stata dura.

“Non sono perfetto. Sono una persona che è ancora affetta da malattie croniche come l’obesità, il diabete di tipo 2, l’ipertensione arteriosa e da una miriade di altri problemi”.

-Marty Enokson

La mia battaglia di lunga data contro l’obesità e il DM2 hanno contribuito a indebolirmi progressivamente.

Quando non si riposa bene, non ci si alimenta adeguatamente e non ci si prende cura della propria salute personale e non si mette SE STESSI al primo posto…

Quando ci si stressa oltre i livelli di guardia, non si assumono correttamente i farmaci, si affronta una depressione che ti ha spinto a mangiare quantità incredibili di cioccolato per resistere allo stress e non si rispettano gli appuntamenti con il medico…

Quando si ha una paura terribile perché il COVID-19 è diventato e continua a essere una pandemia globale; purtroppo, quando si trascura il proprio corpo, si lascia che si deteriori , si indebolisca e sia soggetto a infezioni.

Ero a pezzi e non ascoltavo il mio corpo. Di conseguenza, ho fatto scelte enormemente sbagliate. Quello che mi è successo è stato causato dal fatto che non mi occupavo di ME stesso.

Ero così indebolito che un’infezione è riuscita a invadere il mio corpo come se fosse un essere alieno e mi ha quasi ucciso.

“Cura di sé. È importantissima. Vi MERITATE di prendervi cura di voi stessi”.

-Marty Enokson

Cura di sé. È importantissima. Vi MERITATE di prendervi cura di voi stessi. Non c’è momento migliore di adesso per prendervi cura di voi stessi. E una volta che avete iniziato, non trascuratela mai.

Per quando mi riguarda, ho sospeso gli antibiotici da 62 giorni. L’infezione è passata e spero di non averne mai più un’altra.

Mi sono ripreso dalla depressione… uno spavento per la salute può aiutare. Ho rispettato ogni singolo appuntamento dal medico. Mi sono sottoposto a tutte le analisi prescritte dai miei medici: è molto importante farlo.

Mi sono accettato e ho ripreso ad assumere TUTTI i farmaci. Adesso mi alimento correttamente e non mangio spinto dallo stress né consumo più cioccolato da 99 giorni. EVVIVA! Ho anche perso un po’ di peso… anche se non consiglio di perderlo come ho fatto io.

Per chi è affetto da diabete, non importa di quale tipo: accertatevi di essere scrupolosi nel controllare la glicemia. Controllate meticolosamente le gambe, i piedi e, soprattutto, le dita dei piedi. La vostra scrupolosità vi farà restare in guardia nei confronti di problemi futuri. Cercate sempre di anticiparli.

Ho discusso con il medico della mia depressione e continuo a impegnarmi nella cura di me stesso. Ora faccio camminate ogni giorno e sto aumentando la mia resistenza.

Voglio vivere. NE VALE LA PENA. Davvero, ne vale la pena per me… E anche per voi. Sul serio.

Voglio vivere. NE VALE LA PENA. Davvero, ne vale la pena per me… E anche per voi. Sul serio”.

-Marty Enokson

Gli ultimi sei mesi sono stati una miscela micidiale di stupidità, paura e infezione. Per fortuna sono sopravvissuto per condividere la mia avventura con voi.

Finisco con la mia pillola di saggezza…

NON fate come me. Prendetevi cura della vostra salute e del vostro benessere. È più importante di quanto crediate. Assicuratevi di tenere sotto controllo lo stress e di prendervi cura di voi.

Soprattutto, NON permettete che una crisi vi faccia evitare di andare dal medico… o in ospedale per motivi urgenti.
Giusto a titolo informativo… mentre ero in ospedale, sono stato sottoposto a test per COVID-19.

Non ce l’avevo.

#CH21OB00015_03/2021

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