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Storie per orientare | 5 min. tempo di lettura

Tiroide e peso, mito da sfatare

La tiroide è importante perché partecipa al dispendio dell’energia che accumuliamo con l’alimentazione, ma non è l’unica coinvolta: molte altre sostanze (ormoni, proteine ed elementi chimici) partecipano a questo processo. Per questo affermare che a una disfunzione tiroidea corrisponda necessariamente un aumento del peso è un mito diffuso, ma da sfatare.

La tiroide è una piccola ghiandola endocrina che si trova nella parte anteriore inferiore del collo. Ha una caratteristica forma a farfalla e svolge differenti importanti funzioni: innanzitutto produce gli ormoni tiroidei, che ci aiutano a gestire il carico di energia, ma ci permette anche di mantenere in salute il cervello, il cuore, i muscoli e altri organi.

Proprio perché l’ormone tiroideo agisce sul nostro metabolismo, diverse ricerche hanno studiato il legame tra malattie della tiroide e variazioni nel peso corporeo, con l’obiettivo di comprendere se e come le prime influenzino le seconde. È diffusa la credenza che la tiroide abbia effetti sul nostro peso, quando, in realtà, il funzionamento del nostro bilancio energetico è ben più complesso e articolato: è una formula che si ottiene calcolando quante calorie ingeriamo e quante ne spendiamo, ma ci sono diversi fattori che lo influenzano (per esempio, la temperatura ambientale). La tiroide è sicuramente coinvolta, ma sono anche altri ormoni, alcune proteine e diverse sostanze chimiche a partecipare al controllo del dispendio energetico, al metabolismo, al processo di assunzione del cibo e del peso corporeo.

Per questo non ha senso affermare che a una disfunzione tiroidea corrisponda necessariamente un’alterazione del peso: molte sostanze influenzano sia il nostro cervello e il senso dell’appetito, sia l’assunzione di cibo e il consumo di energia, e accusare l’alterazione di un solo fattore come colpevole dell’accumulo di chili è un mito diffuso, ma da sfatare. 

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Il nostro bilancio energetico si ottiene calcolando quante calorie ingeriamo e quante ne spendiamo, ma ci sono, poi, diversi fattori che lo influenzano. La tiroide è sicuramente coinvolta, ma anche altri ormoni, alcune proteine e diverse sostanze chimiche.

 

Non c’è base scientifica per affermare il nesso logico

È la comunità scientifica ad affermarlo in recenti pubblicazioni: si evidenzia proprio l’impossibilità di valutare come l’effetto di un cambiamento nelle funzionalità della tiroide influisca sul peso di un individuo. Diventa, quindi, priva di alcun fondamento scientifico qualsiasi affermazione che imputi sovrappeso e obesità a un problema legato alla piccola ghiandola endocrina della tiroide: frasi come «Sono ipotiroidea, per questo accumulo così facilmente chili» oppure «Non c’è dieta o sport che dia risultati con me, perché non mi funziona bene la tiroide» non hanno alcuna base scientifica.

È diffusa anche la credenza che chi soffre di ipertiroidismo dimagrisca facilmente, ma è un avvenimento che comunque si risolve non appena prescritta e assunta la terapia per curare l’ipertiroidismo. Allo stesso modo si pensa che all’ipotiroidismo sia generalmente associato un aumento di peso, ma anche questa è soltanto un’errata, diffusa credenza: la causa dei chili in più negli individui ipotiroidei potrebbe non essere correlata tout court alla disfunzione tiroidea e all’accumulo di grasso corporeo, quanto, piuttosto, a quello eccessivo di sale e acqua nell’organismo (l’ipotiroidismo, infatti, comporta un’aumentata tendenza a immagazzinare e trattenere i liquidi). In ogni caso, questa situazione si verifica nell'ipotiroidismo conclamato grave, che oramai, con tutti gli screening che abitualmente si fanno, è rarissimo vedere. E, come nel trattamento dell'ipertiroidismo, il trattamento dello stato anomalo di ipotiroidismo con l’apposita terapia sostitutiva determina un ritorno in tempi abbastanza brevi (circa 6 mesi di terapia) al peso corporeo che si aveva prima che si sviluppasse l'ipotiroidismo. 

In conclusione, che si soffra di ipertiroidismo o ipotiroidismo, una volta trattata e risolta la problematica, la capacità di aumentare di peso (o di perderlo) è la stessa per ogni individuo.

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Sia in caso di ipertiroidismo, sia di ipotiroidismo, concause di possibili oscillazioni di peso, il trattamento della disfunzione tiroidea con l’apposita terapia sostitutiva determina un ritorno in tempi abbastanza brevi al precedente peso corporeo.

E gli ormoni tiroidei non aiutano a dimagrire

Un altro falso mito che circola è quello che vede negli ormoni tiroidei - spesso somministrati per risolvere le problematiche della tiroide - una panacea per chi vuole dimagrire. Studi recenti hanno dimostrato che il trattamento con ormone tiroideo può favorire il dimagrimento più della semplice dieta, ma è un beneficio di breve durata: a parte che l’utilizzo prolungato di ormoni tiroidei per dimagrire può avere effetti negativi anche gravi (per esempio, perdita di massa muscolare, problematiche alle ossa e al cuore), una volta che si interromperà la terapia con questi ormoni, ecco che recuperare il peso perso sarà un attimo. 

In ogni caso, per capire se la tiroide gode di buona salute o se, viceversa, serve una terapia sostituiva, bastano pochi semplici esami, a partire da quello del sangue con focus sugli ormoni T3 e T4 e sul TSH, un ormone prodotto dall’ipofisi che svolge un ruolo importante nel regolare la funzione della ghiandola tiroide. Rivolgersi al medico è sempre la scelta migliore: con gli strumenti e le conoscenze giuste saprà aiutarci a capire dove ha origine la nostra difficoltà a dimagrire, senza incolpare con troppa facilità la tiroide.

Sono molte le sostanze che influenzano sia il nostro cervello e il senso dell’appetito, sia l’assunzione di cibo e il consumo di energia: la tiroide non è l’unica responsabile. Parlane con il medico, saprà spiegarti il funzionamento di questa piccola, ma preziosa ghiandola.

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